Invalidità Civile
La tutela delle persone con disabilità rappresenta un pilastro del sistema assistenziale italiano. Lo Stato riconosce tutele specifiche a chi subisce una riduzione della capacità lavorativa o presenta difficoltà nello svolgimento dei compiti della vita quotidiana. Attraverso il riconoscimento dell’invalidità civile, i cittadini possono accedere a prestazioni economiche, assistenza sanitaria e agevolazioni fiscali per l’inserimento lavorativo. La domanda per il riconoscimento si presenta all’INPS, ma richiede una procedura precisa che comincia con un accertamento sanitario.

Cos’è l’invalidità civile
L’invalidità civile è il riconoscimento dello stato di minorazione fisica, psichica o sensoriale, congenita o acquisita, che determina una riduzione permanente della capacità lavorativa. Questa misura assistenziale tutela i cittadini affetti da minorazioni che impediscono lo svolgimento delle normali attività quotidiane o lavorative. Per i soggetti in età lavorativa, compresa tra i 18 anni e l’età pensionabile, la Legge valuta il grado di riduzione dell’attitudine al lavoro. Per i minori di 18 anni e per le persone che hanno superato l’età per la pensione, l’invalidità viene stabilita in base alle difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni proprie dell’età.
Il riconoscimento dello stato di invalido civile permette di ottenere diversi benefici previsti dalla Legge, proporzionali alla gravità della minorazione riscontrata. Questo percorso assistenziale si distingue da altre forme di protezione, come la cecità civile, la sordità civile e la tutela per i disabili regolata dalla Legge 104 del 1992.
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90 giorni dal rilascio da parte del medico curante del certificato medico telematico di invalidità civile

Chi ha diritto all’invalidità civile
Hanno diritto a presentare domanda i cittadini italiani, i cittadini dell’Unione Europea residenti in Italia e i cittadini extracomunitari con regolare permesso di soggiorno. La commissione medica sanitaria valuta lo stato di salute complessivo della persona e attribuisce una percentuale di invalidità. In relazione alla percentuale di invalidità civile riconosciuta o alla menomazione psico-fisica riscontrata, sono previste erogazioni di prestazioni economiche o riconoscimenti di agevolazioni sociali. Per i soggetti in età lavorativa, l’erogazione della prestazione economica è collegata al mancato superamento di determinate soglie reddituali personali.
Le percentuali di invalidità e le agevolazioni
I benefici in materia di invalidità dipendono direttamente dalla percentuale di invalidità riconosciuta dalla commissione medica. La tabella sottostante riassume le principali tutele spettanti:
Le prestazioni economiche dell’invalido civile: l’assegno mensile di assistenza e la pensione di inabilità civile
Le prestazioni di invalidità erogate dall’INPS variano a seconda del grado di riduzione lavorativa assegnato.
L’assegno mensile di assistenza spetta a chi ha un’invalidità compresa tra il 74 e il 99 percento. Questa prestazione economica richiede che il beneficiario sia in possesso di un reddito annuo personale non superiore a 5.852,21 euro (anno 2026).
L’assegno mensile di assistenza è incompatibile con l’assegno ordinario di invalidità. Se vengono riconosciute entrambe le prestazioni, è necessario optare per una sola.
Inoltre l’assegno mensile di assistenza è incompatibile con l’attività lavorativa, ad eccezione dell’impiego presso cooperative sociali.
Se la commissione medica valuta il riconoscimento del 100 percento di invalidità si ha invece diritto alla pensione di inabilità civile. Questo sostegno è destinato agli invalidi totali e ha limiti di reddito diversi rispetto all’assegno parziale. A differenza dell’assegno parziale, la pensione di inabilità consente lo svolgimento di un’attività lavorativa compatibile con le proprie condizioni di salute, purché non si superi la soglia reddituale annua di 20.029,55 € (anno 2026).
Entrambe le prestazioni sono pari a 340,71 euro mensili, non soggette ad IRPEF ed erogate per 13 mensilità.
L’indennità di frequenza
È una prestazione destinata ai minorenni che presentano difficoltà persistenti nello svolgimento dei compiti e delle funzioni proprie della loro età, oppure con una perdita uditiva superiore a 60 decibel nell’orecchio migliore, alle frequenze di 500, 1.000 e 2.000 Hz.
L’indennità è riconosciuta per i mesi di frequenza di scuole pubbliche o private a partire dagli asili nido. Viene anche riconosciuta durante i mesi di frequenza nei centri ambulatoriali convenzionati con il Servizio Sanitario Nazionale.
L’importo della prestazione è pari a 340,71 euro mensili, non soggetto ad IRPEF, e viene erogato per i mesi in cui il minore frequenta la scuola o i centri terapeutici.
L’indennità di accompagnamento per non autosufficienti
L’indennità di accompagnamento è una prestazione economica spettante ai cittadini che possiedono specifici requisiti sanitari.
Per accedere alla prestazione, la commissione medica competente deve certificare:
- Un’invalidità totale e permanente.
- Una delle seguenti condizioni di non autosufficienza:
- Impossibilità di deambulare (camminare) in modo autonomo senza l’aiuto permanente di un accompagnatore.
- Impossibilità di compiere gli atti quotidiani della vita (come lavarsi, vestirsi, mangiare, cucinare, fare la spesa) senza un’assistenza continua.
Non è previsto un limite d’età. La domanda può essere presentata da chiunque, sia dai minorenni sia dai maggiorenni.
Questa indennità viene erogata mensilmente a prescindere dal reddito personale o familiare del richiedente. Il beneficio ha lo scopo di fornire un supporto economico concreto per sostenere le spese di cura e assistenza quotidiana della persona non autosufficiente. Chi ha una riduzione della capacità di lavoro a causa di patologie specifiche può verificare anche il diritto all’ottimizzato assegno ordinario di invalidità.
L’importo della prestazione è pari a 552,57 euro al mese ed è erogata per 12 mensilità.

I documenti per la domanda all’INPS
La procedura per avviare la richiesta richiede alcuni passaggi amministrativi e sanitari precisi. I documenti principali da raccogliere includono i dati anagrafici, il codice fiscale, il certificato di residenza e la tessera sanitaria. Risulta fondamentale allegare tutta la documentazione medica recente che attesti le patologie invalidanti.
Il certificato medico introduttivo
Il primo documento indispensabile è il certificato medico introduttivo. Questo atto viene redatto e trasmesso all’INPS direttamente dal proprio medico curante o da un medico abilitato. Il medico compila il certificato indicando i dati clinici e le patologie del paziente.
Dopo la trasmissione telematica, il medico rilascia al cittadino una ricevuta che contiene il codice identificativo del certificato. Questo codice deve essere inserito nella domanda di invalidità civile entro novanta giorni, pena la scadenza del certificato medico introduttivo.
La richiesta di visita domiciliare per intrasportabili
Se il paziente si trova in condizioni fisiche tali da non poter essere trasportato in sicurezza presso la sede della commissione medica sanitaria, il medico curante può richiedere la visita domiciliare. Il medico deve effettuare la richiesta di visita domiciliare trasmettendo telematicamente all’INPS un certificato specifico per intrasportabilità.
La visita e la valutazione della commissione medica sanitaria
Una volta presentata la domanda, l’INPS provvede ad inoltrare la richiesta per la visita. Il cittadino riceverà la convocazione per presentarsi davanti ad una commissione composta da vari medici (medicina legale, INPS, ASST, eventuali specialisti esterni).
Durante la visita sanitaria, i medici esaminano la documentazione clinica complessiva per valutare il grado di invalidità della persona.
L’esito e il verbale di visita
Al termine dell’accertamento, la commissione redige un verbale di visita che definisce lo stato di salute e la percentuale di riduzione lavorativa. L’INPS provvede all’invio del verbale definitivo direttamente al domicilio del richiedente.
In alcuni casi, la commissione medica può disporre una visita di revisione successiva per verificare nel tempo l’evoluzione dello stato di salute del cittadino. Se il cittadino ritiene che la valutazione non rispecchi le sue reali condizioni, o in caso di rigetto, può proporre ricorso giurisdizionale tramite accertamento tecnico preventivo entro centottanta giorni dalla notifica del verbale.

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Domande frequenti sull’invalidità civile
Chi può presentare la domanda di invalidità civile?
Tutti i cittadini che presentano minorazioni fisiche, psichiche o sensoriali stabili che riducono la capacità lavorativa di almeno un terzo, inclusi i minori e gli anziani con difficoltà nelle attività quotidiane.
Posso lavorare se percepisco l’inabilità civile?
Sì, ma solo entro i limiti di reddito annuo stabiliti per Legge per la conservazione del beneficio economico relativo all’invalidità totale.
Quanto tempo dura il certificato medico introduttivo?
Il certificato medico ha una validità di novanta giorni dalla data di trasmissione telematica all’INPS da parte del medico curante.
Come avviene la convocazione per la visita medica?
L’INPS comunica la data, l’orario e il luogo della visita presso la commissione medica competente tramite raccomandata.
Fai domanda con il Patronato Inca Lombardia
La compilazione della domanda telematica e l’invio all’INPS possono presentare delle difficoltà. I funzionari del Patronato Inca Lombardia offrono assistenza professionale per gestire l’intera pratica di invalidità civile.
L’Inca CGIL ti aiuta a verificare la correttezza della documentazione sanitaria, e ad inviare la domanda telematica attraverso il portale INPS. Cerca la sede del Patronato Inca più vicina a te o prenota un appuntamento online per ricevere il supporto dei nostri funzionari.