Indennità di accompagnamento: cos’è, a chi spetta e come richiederla
Affrontare situazioni legate a una grave malattia o a condizioni di non autosufficienza, proprie o di un familiare, può comportare un percorso complesso, con importanti implicazioni sia sul piano emotivo sia economico.
Per sostenere le famiglie in questi momenti delicati, lo Stato prevede una prestazione di assistenza fondamentale: l’indennità di accompagnamento erogata dall’INPS. Questo sussidio economico ha l’obiettivo di dare un aiuto a chi non è più autosufficiente.
Il Patronato Inca CGIL Lombardia è al tuo fianco per guidarti in ogni passaggio, dalla verifica dei requisiti sino all’invio della pratica all’INPS. Come stabilito dalla legge, questo tipo di consulenza e l’invio telematico della domanda di accompagnamento sono gratuiti.

Cos'è l'indennità di accompagnamento
L’indennità di accompagnamento è una prestazione economica di natura assistenziale che l’INPS eroga ai cittadini che necessitano di assistenza continua.
Ecco le caratteristiche principali da conoscere:
- L’importo mensile: L’importo corrente dell’assegno è pari a 552,57 euro al mese.
- Mensilità: Viene pagato per 12 mensilità all’anno (per questa prestazione non è prevista la tredicesima).
- Nessun limite di reddito: Questo è il punto più importante. L’indennità spetta a chiunque ne abbia i requisiti sanitari, indipendentemente dal reddito personale o familiare e senza bisogno di presentare l’ISEE. Anche chi ha un reddito elevato o possiede immobili ha pienamente diritto a riceverla.
- Nessuna tassazione: L’importo è completamente esente dall’IRPEF, quindi non va inserito nella dichiarazione dei redditi e non è soggetto a tasse.
A differenza delle pensioni previdenziali, questa indennità non è reversibile (non si trasmette ai familiari in caso di decesso del beneficiario) e non richiede alcun versamento di contributi lavorativi passati.
0 €
Il servizio è gratuito
SCADENZA
90 giorni dal rilascio da parte del medico curante del certificato medico telematico di invalidità civile

Chi ha diritto all'accompagnamento
L’indennità spetta ai cittadini che possiedono specifici requisiti sanitari, anagrafici e di residenza.
I requisiti sanitari e di non autosufficienza
Per accedere alla prestazione, la commissione medica competente deve certificare:
- Un’invalidità totale e permanente.
- Una delle seguenti condizioni di non autosufficienza:
- Impossibilità di deambulare (camminare) in modo autonomo senza l’aiuto permanente di un accompagnatore.
- Impossibilità di compiere gli atti quotidiani della vita (come lavarsi, vestirsi, mangiare, cucinare, fare la spesa) senza un’assistenza continua.
Requisiti di età e residenza
- Nessun limite di età: La domanda può essere presentata per chiunque, sia dai minorenni sia dai maggiorenni.
- Residenza: Bisogna essere residenti stabilmente in Italia e avere la cittadinanza italiana o di un Paese dell’Unione Europea. Per i cittadini extra-UE, è necessario il possesso di un regolare permesso di soggiorno.
Compatibilità e lavoro
La prestazione è compatibile con lo svolgimento di un’attività lavorativa (se compatibile con le capacità residue) e può essere cumulata con la pensione di inabilità civile o altre pensioni di vecchiaia o anticipate. Non è invece cumulabile con altre indennità simili ottenute per cause di guerra, di servizio o di lavoro, come per esempio con la rendita erogata dall’INAIL se la menomazione deriva dalla stessa patologia.
Regole di sospensione in caso di ricovero
L’erogazione del sussidio viene temporaneamente sospesa se il beneficiario viene ricoverato gratuitamente in un reparto ospedaliero o in un istituto di degenza (come una RSA) con spese interamente a carico del Servizio Sanitario Nazionale per un periodo superiore a 29 giorni consecutivi. Se invece il ricovero è a pagamento (anche solo in parte, a carico dell’utente o della famiglia), l’indennità continua a essere pagata regolarmente.

DOCUMENTI NECESSARI PER AVVIARE LA PRATICA
Per avviare la pratica, la prima cosa da fare è rivolgersi al proprio medico curante (o a uno specialista abilitato) per richiedere il certificato medico introduttivo telematico. Il medico invierà il certificato all’INPS e ti rilascerà una ricevuta con un codice identificativo fondamentale per procedere.
Una volta ottenuto il codice dal medico, puoi contattare una delle nostre sedi portando con te i seguenti documenti:
- Un documento d’identità in corso di validità e il codice fiscale del richiedente.
- Il codice fiscale dell’eventuale coniuge o rappresentante legale (tutore, curatore o amministratore di sostegno).
- La ricevuta del medico curante contenente il codice identificativo del certificato medico.
- Il codice IBAN del conto corrente intestato o cointestato al richiedente (necessario per l’accredito dell’assegno da parte dell’INPS).
- Eventuale copia del provvedimento di nomina del tutore o dell’amministratore di sostegno, se presente.
Una volta inviata la domanda telematica tramite il Patronato Inca, l’INPS convocherà il richiedente per una visita medica di accertamento. Le nostre sedi sono presenti in tutte le province lombarde e i funzionari dell’Inca ti assisteranno in ogni fase della domanda.

Scarica l'elenco dei documenti

FAQ – Risposte rapide ai dubbi sull'indennità di accompagnamento
L’indennità di accompagnamento fa reddito?
No. L’indennità di accompagnamento è una misura assistenziale esente da IRPEF. Non costituisce reddito, non va inserita nel modello 730 o nella dichiarazione dei redditi e non influisce sul calcolo delle tasse personali o familiari.
Cosa succede all’accompagnamento in caso di ricovero?
Se il beneficiario viene ricoverato a tempo pieno in ospedale o in istituto con retta interamente a carico di un ente pubblico per più di 29 giorni, il pagamento dell’indennità viene sospeso. La sospensione non avviene se il ricovero è a pagamento (anche solo in parte) o se il soggiorno in struttura è inferiore ai 30 giorni.
Si può lavorare percependo l’indennità di accompagnamento?
Sì. La legge permette di lavorare anche mentre si riceve l’indennità di accompagnamento, purché l’attività svolta sia compatibile con lo stato di salute generale del lavoratore. La prestazione non decade a causa dello stipendio percepito.
Ci sono limiti di età o reddito per l’accompagnamento?
No. L’indennità viene concessa unicamente in base ai requisiti sanitari e di non autosufficienza. Può essere richiesta a qualsiasi età (dai minori agli anziani) e spetta a prescindere dal reddito personale o dall’ISEE del nucleo familiare.
Quanto costa fare domanda di accompagnamento con il Patronato?
Nulla. La compilazione della domanda di invalidità e l’invio telematico eseguiti dai patronati autorizzati sono gratuiti per il cittadino.
Fai domanda con il Patronato Inca Lombardia
La gestione burocratica di una pratica di invalidità civile e di accompagnamento richiede precisione e rigore per evitare rallentamenti o rigetti da parte delle commissioni mediche. Il Patronato Inca CGIL ti assiste in ogni fase della domanda, controllando il certificato medico e assicurandosi che tutta la documentazione sia compilata nel modo giusto per tutelare i diritti del richiedente.
Trova la sede Inca CGIL più vicina a te in Lombardia oppure inviaci i documenti in tutta comodità da casa registrandoti sul portale online DigitaCGIL.