Pensione di reversibilità: cos è e come funziona

Cos'è
Perdere un familiare è un momento delicato e doloroso. Oltre al vuoto affettivo, spesso compaiono preoccupazioni concrete su come far quadrare i conti, specialmente se la persona scomparsa contribuiva in modo significativo al bilancio di casa. In queste situazioni, la pensione ai superstiti interviene come un sostegno economico importantissimo.
Questa prestazione previdenziale assume due denominazioni differenti in base alla situazione del familiare al momento del decesso:
- Pensione di reversibilità: se il familiare scomparso era già pensionato (riceveva cioè la pensione di vecchiaia, anticipata o di inabilità).
- Pensione indiretta: se il familiare scomparso non era ancora in pensione ma lavorava e aveva accumulato un minimo di contributi.
Il Patronato Inca CGIL Lombardia può aiutarti a presentare la domanda e a districarti tra i passaggi burocratici. Ricorda che tutti i nostri servizi di consulenza e l’invio telematico della pratica sono completamente gratuiti, come stabilito dalla legge che tutela i cittadini nei rapporti con gli enti previdenziali.
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Chi ha diritto alla pensione di reversibilità e indiretta?
La legge individua con precisione i familiari che possono richiedere la pensione. Eccoli in ordine di priorità:
Il coniuge superstite
Il coniuge o l’unito civilmente ha diritto alla pensione, anche se:
- È separato: ha diritto alla pensione sia in caso di separazione consensuale sia in caso di separazione con addebito (purché in quest’ultimo caso gli sia stato riconosciuto dal Tribunale il diritto all’assegno di mantenimento).
- È divorziato: ha diritto alla pensione a patto che non si sia risposato e che fosse già titolare di un assegno divorzile. Se il coniuge deceduto si era risposato dopo il divorzio, la pensione viene ripartita tra il coniuge superstite e l’ex coniuge divorziato con quote stabilite dal Tribunale.
- Unioni civili e Convivenze di fatto: La legge italiana (Legge Cirinnà) garantisce gli stessi identici diritti di reversibilità ai partner delle unioni civili. Al contrario, ad oggi la reversibilità non spetta in caso di convivenza di fatto (coppie non sposate), indipendentemente dagli anni di coabitazione o dalla presenza di figli.
I figli superstiti
I figli hanno diritto alla reversibilità se al momento del decesso del genitore erano a carico di quest’ultimo e rientravano in una delle seguenti categorie:
- Minorenni (sotto i 18 anni).
- Studenti di scuola superiore (fino a 21 anni), a condizione che non lavorino.
- Studenti universitari (per tutta la durata legale del corso di laurea e comunque entro i 26 anni), a condizione che non lavorino.
- Inabili al lavoro, senza alcun limite di età.
Genitori, fratelli e sorelle (in assenza di coniuge e figli)
Se non ci sono coniugi o figli aventi diritto, la pensione può essere richiesta dai genitori (se hanno compiuto 65 anni, non hanno altre pensioni e risultavano a carico del defunto) o, in subordine, da fratelli e sorelle celibi o nubili inabili al lavoro che erano a carico del lavoratore scomparso.
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I requisiti per la pensione indiretta (lavoratore non pensionato)
Se il familiare deceduto non era ancora in pensione, i superstiti hanno diritto alla pensione indiretta solo se il lavoratore aveva accumulato una delle seguenti anzianità contributive:
- Almeno 15 anni di contributi versati in tutta la vita lavorativa; oppure
- Almeno 5 anni di contributi, di cui almeno 3 anni versati nei 5 anni precedenti la data del decesso.
Se questi requisiti non vengono raggiunti, i familiari potrebbero comunque avere diritto a prestazioni assistenziali *una tantum*, come l’indennità per morte.
Defunto lavoratore assicurato
In questo caso, la pensione di reversibilità è ottenibile qualora il defunto lavoratore assicurato poteva far valere all’atto del decesso:
- 15 anni di contribuzione in tutta la vita lavorativa.
Oppure
- 5 anni di contribuzione di cui almeno 3 anni nel quinquennio precedente la data di decesso.
Calcolo e Aliquote: quanto spetta ai superstiti?
L’importo della pensione ai superstiti non è fisso, ma corrisponde a una quota percentuale della pensione che il defunto percepiva (o che gli sarebbe spettata in base ai contributi versati). Questa percentuale varia a seconda del numero e del grado di parentela dei familiari superstiti:
| Composizione del nucleo familiare superstite | Percentuale di pensione spettante |
| Solo coniuge (senza figli) | 60% |
| Coniuge con un figlio a carico | 80% |
| Coniuge con due o più figli a carico | 100% |
| Solo un figlio (senza coniuge) | 70% |
| Solo due figli (senza coniuge) | 80% |
| Solo tre o più figli (senza coniuge) | 100% |
| Un solo genitore a carico | 15% |
| Due genitori a carico | 30% (15% a testa) |
| Un fratello o sorella inabile | 15% |
Limiti di reddito e riduzioni per il 2026
L’assegno di reversibilità può subire delle riduzioni se il beneficiario percepisce altri redditi personali (ad esempio da lavoro dipendente, autonomo o da altre pensioni). L’INPS applica delle riduzioni percentuali in base ad alcuni scaglioni fissati per l’anno 2026:
Una tutela fondamentale per le famiglie:
Le riduzioni per cumulo di reddito non si applicano mai se il beneficiario fa parte di un nucleo familiare in cui sono presenti figli minori, studenti o figli inabili a carico (anche se il coniuge superstite lavora e ha redditi elevati). In questo caso l’assegno viene sempre pagato al 100% della quota spettante.
Ricorda inoltre che non tutti i redditi contano ai fini della riduzione: ad esempio, la casa di abitazione principale, il Trattamento di Fine Rapporto (TFR) e gli arretrati a tassazione separata sono completamente esclusi dal calcolo.
C’è un limite di tempo o scadenza per fare domanda?
A differenza di altre prestazioni (come la disoccupazione NASpI, che decade dopo 68 giorni), non esiste una scadenza per presentare la domanda di pensione di reversibilità. La prestazione ti spetta di diritto e decorre sempre in ogni caso dal primo giorno del mese successivo al decesso, anche se presenti la domanda anni dopo.
Tuttavia, c’è un limite per il recupero delle somme arretrate: l’INPS paga gli arretrati solo per i 5 anni precedenti alla data di presentazione della domanda (prescrizione quinquennale). Se ad esempio fai domanda dopo 7 anni dalla scomparsa del familiare, riceverai l’assegno corrente e gli arretrati degli ultimi 5 anni, ma perderai definitivamente i primi 2 anni di pagamenti. Per questo ti consigliamo di avviare la pratica il prima possibile.
Come presentare la domanda
La pensione ai superstiti decorre dal primo giorno del mese successivo a quello del decesso del pensionato o del lavoratore. La domanda va presentata all’INPS esclusivamente in via telematica. Per evitare errori nella compilazione ed essere sicuri del calcolo corretto delle quote, puoi affidarti gratuitamente agli esperti del Patronato Inca CGIL.
Cosa succede alla pensione in caso di nuovo matrimonio?
Se il coniuge superstite che percepisce la pensione di reversibilità decide di contrarre un nuovo matrimonio, perde definitivamente il diritto all’assegno mensile a partire dal mese successivo alle nozze.
Tuttavia, la legge prevede una tutela economica per favorire questa transizione: il coniuge ha diritto a ricevere una liquidazione *una tantum* pari a due annualità della pensione in pagamento (comprensiva di tredicesima), comunemente chiamata “doppia annualità”.
Ad esempio, se la tua quota di reversibilità mensile è di 600 €, al momento del nuovo matrimonio riceverai un pagamento unico di circa 15.600 € lordi, dopodiché la pensione mensile cesserà definitivamente.

Documenti necessari da preparare per avviare la pratica
- Un documento d’identità valido e il codice fiscale del richiedente.
- Il codice fiscale del familiare deceduto.
- L’IBAN del richiedente per l’accredito mensile in banca o alla posta.
- L’ultima dichiarazione dei redditi (Modello 730 o Redditi PF) del richiedente
- *In presenza di figli studenti:* il certificato di iscrizione scolastica o universitaria (per scuole e università pubbliche è sufficiente un’autodichiarazione).
- *In presenza di coniuge separato o divorziato:* copia della sentenza di separazione o divorzio con l’indicazione dell’assegno di mantenimento.

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FAQ – Risposte rapide ai dubbi sulla pensione ai superstiti
Chi ha diritto alla pensione di reversibilità?
La pensione spetta prima di tutto al coniuge (anche separato o divorziato, a patto che ricevesse l’assegno divorzile e non abbia contratto nuove nozze) e ai partner di unioni civili. Spetta anche ai figli a carico (minorenni, studenti fino a 21 o 26 anni, o inabili). Attenzione: la legge italiana non riconosce la reversibilità per le convivenze di fatto. In assenza di coniuge e figli, la prestazione può andare a genitori ultrasessantacinquenni senza pensione o a fratelli e sorelle inabili, se erano a carico del defunto.
Quali sono i requisiti per la pensione indiretta?
Se il defunto era un lavoratore attivo e non ancora pensionato, per dare diritto alla pensione indiretta ai suoi familiari deve aver maturato almeno 15 anni di contributi in tutta la vita lavorativa, oppure almeno 5 anni di contributi, di cui 3 versati nei 5 anni precedenti la data del decesso.
La pensione di reversibilità si riduce con altri redditi?
Sì, l’assegno può subire una riduzione (del 25%, 40% o 50%) se il reddito personale lordo del beneficiario supera i limiti fissati annualmente dall’INPS. Per il 2026, la soglia al di sotto della quale non si applica alcuna riduzione è di 23.862,15 € annui. I tagli non si applicano mai se nel nucleo familiare ci sono figli minori, studenti o inabili.
Cosa succede se il coniuge superstite si risposa?
In caso di nuovo matrimonio, la pensione mensile decade a partire dal mese successivo. Il coniuge superstite ha però diritto a ricevere una liquidazione in un’unica soluzione pari a due annualità intere della quota di pensione percepita fino a quel momento (doppia annualità).
Quanto costa fare domanda di reversibilità con il Patronato?
La domanda deve essere presentata online all’INPS. Puoi farlo in modo sicuro e senza rischi di errore affidandoti al Patronato Inca CGIL Lombardia. Questo servizio di consulenza e l’invio telematico della pratica sono completamente gratuiti per legge.
Fai domanda con il Patronato Inca Lombardia
La gestione burocratica di una successione e della pensione di reversibilità richiede precisione in un momento in cui le energie della famiglia sono giustamente dedicate ad altro. Le nostre sedi sono presenti in tutte le province lombarde e i funzionari dell’Inca ti assisteranno in ogni fase della domanda, controllando la tua posizione reddituale e assicurandosi che l’INPS applichi le aliquote corrette senza indebiti tagli.
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