NASpI – Indennità di disoccupazione

cos'è

Cos’è

Trovarsi all’improvviso senza lavoro è un momento delicato, spesso accompagnato da preoccupazioni concrete su come gestire le spese quotidiane. Per fortuna, per chi ha perso il lavoro in modo involontario esiste un paracadute: la NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego), ovvero l’indennità mensile di disoccupazione pagata dall’INPS. Questo aiuto economico serve proprio ad accompagnarti nel periodo di transizione, dandoti il tempo di cercare una nuova occupazione in tutta serenità.

Il Patronato Inca CGIL Lombardia può aiutarti a presentare la domanda e a districarti tra i passaggi burocratici. Ricorda che tutti i nostri servizi di consulenza e l’invio telematico della pratica sono completamente gratuiti, come stabilito dalla legge che tutela i cittadini nei rapporti con gli enti previdenziali.

Il servizio è gratuito

SCADENZA

68 giorni dal licenziamento

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CHI NE HA DIRITTO

Requisiti NASpI: a chi spetta davvero?

La prima domanda da farsi è: “Posso richiederla?”. Per legge, la NASpI spetta a chi ha perso il lavoro in modo involontario. Per accedere all’indennità, servono due condizioni precise:

  1. Essere in stato di disoccupazione: Significa aver perso il lavoro involontariamente e comunicare al Centro per l’Impiego la propria disponibilità a cercare e svolgere una nuova attività lavorativa. Questa dichiarazione si chiama DID (Dichiarazione di Immediata Disponibilità) e viene inviata online insieme alla domanda di NASpI (l’Inca ti supporta in questo passaggio).
  2. Avere abbastanza contributi: Devi aver accumulato almeno 13 settimane di contributi da lavoro dipendente versati negli ultimi 4 anni che precedono l’inizio della disoccupazione.

*Nota bene: se lavori come co.co.co., assegnista o dottorando di ricerca con borsa, non rientri nella NASpI ma potresti avere diritto alla disoccupazione DIS-COLL. Se invece sei un lavoratore del settore agricolo, la tua tutela è la Disoccupazione Agricola.*

Quali interruzioni di contratto danno diritto alla NASpI?

Non tutti sanno che la disoccupazione spetta anche in casi diversi dal classico licenziamento. Ecco l’elenco completo:

  • Licenziamento: Di qualsiasi tipo (per motivi aziendali, disciplinari o per giusta causa).
  • Contratto in scadenza: Quando termina un contratto a tempo determinato e non viene rinnovato.
  • Dimissioni per giusta causa: Se sei costretto a lasciare il lavoro per colpa grave dell’azienda (mancato pagamento dello stipendio, mobbing accertato, molestie) o se la sede viene trasferita a più di 50 km senza valide ragioni.
  • Dimissioni durante la maternità: Se decidi di dimetterti nel periodo che va da 300 giorni prima della data presunta del parto fino al primo compleanno del bambino. Questo tipo di dimissioni dà sempre diritto all’assegno. Attenzione però: questa tutela non si applicava originariamente alle lavoratrici domestiche (colf e badanti). Tuttavia, recenti sentenze hanno riconosciuto questo diritto anche a loro in caso di dimissioni nel primo anno di vita del figlio per motivi legati alla cura del bambino, garantendo anche a loro l’accesso alla NASpI.
  • Risoluzione consensuale: Solo se firmata presso l’Ispettorato Territoriale del Lavoro (ITL) in sede di conciliazione, oppure se decidi di rifiutare un trasferimento in un’altra sede dell’azienda situata a più di 50 km da casa tua.

Calcolo NASpI: quanto riceverai ogni mese? (Importi 2026)

Capire a quanto ammonta l’assegno mensile non è immediato, perché dipende da quanto hai guadagnato negli ultimi anni.

La formula in parole semplici:

L’INPS calcola la tua retribuzione media mensile imponibile degli ultimi 4 anni. L’assegno della disoccupazione sarà pari al 75% di questa media, se lo stipendio medio era inferiore o uguale a una cifra soglia stabilita ogni anno dall’INPS. Se guadagnavi di più, la formula aggiunge il 25% sulla differenza, fino a un limite massimo invalicabile.

Tetti massimi e regole di riduzione (decalage):

Nessuno può ricevere un assegno infinito: ci sono dei limiti e delle riduzioni progressive da conoscere.

  • L’importo massimo per il 2026: Quest’anno il limite massimo che l’INPS può pagarti è di 1584,70 € lordi al mese.
  • La riduzione mensile (decalage): Per spronare al reinserimento lavorativo, la legge prevede che l’assegno si riduca del 3% ogni mese. Questa riduzione non parte subito per tutti:
  • Se hai meno di 55 anni, l’assegno inizia a scendere dal 6° mese (ovvero dal 151° giorno di erogazione).
  • Se hai già compiuto 55 anni al momento della domanda, il taglio del 3% slitta e inizia solo dall’8° mese (211° giorno).

Per quanto tempo viene pagata la disoccupazione?

Non esiste una durata fissa uguale per tutti: dipende interamente da quanto hai lavorato in passato.

  • Riceverai la disoccupazione per un numero di settimane pari alla metà delle settimane di lavoro che hai svolto negli ultimi 4 anni.
  • In ogni caso, la durata massima non può superare i 24 mesi (quindi due anni esatti).
  • Attenzione a non fare doppi calcoli: se hai già usato dei periodi di lavoro per richiedere una vecchia disoccupazione in passato, quelle settimane non verranno conteggiate di nuovo per questa domanda.
  • Un vantaggio importante: durante i mesi in cui ricevi la NASpI, l’INPS ti accredita la contribuzione figurativa. Significa che non perderai mesi preziosi di contributi per la tua futura pensione (puoi verificare come incide sulla tua pensione visitando la nostra guida sulla Pensione Anticipata).

Attenzione alle scadenze: non perdere il diritto alla disoccupazione NASpI

Per presentare la domanda hai un limite massimo di tempo stabilito dalla legge. Devi inviare la pratica telematicamente all’INPS entro 68 giorni dall’ultimo giorno di lavoro. L’Inca ti può aiutare a verificare i termini e ad inviare la domanda. Se lasci passare questo termine, perderai il diritto all’assegno.

Il mio consiglio per non perdere giorni di pagamento: è importante inviare la domanda entro 8 giorni dal licenziamento e l’assegno partirà subito dall’ottavo giorno, senza lasciarti senza entrate. Se la domanda NASpI viene inviata dopo l’ottavo giorno (ma sempre entro il limite dei 68), il pagamento decorrerà solo dal giorno successivo all’invio. Prima si fa, meglio è.

Tempi di pagamento: quando arriva il primo assegno di NASpI?

Dopo aver inviato la domanda, bisogna avere un po’ di pazienza: l’INPS deve controllare i requisiti e dare il via libera definitivo alla pratica.

  • I tempi di lavorazione della pratica: In media l’ente impiega tra i 15 e i 30 giorni per occuparsi della domanda di disoccupazione e approvarla.
  • L’accredito del primo mese: Appena la domanda viene accettata, il primo pagamento viene sbloccato ed entra in conto corrente di solito entro il mese successivo.
  • I mesi successivi: Da lì in poi, i pagamenti mensili diventano regolari e l’INPS effettua l’accredito generalmente intorno alla metà di ogni mese (riferendosi al mese precedente).

Puoi controllare in tempo reale lo stato dei tuoi pagamenti accedendo al Fascicolo Previdenziale del Cittadino sul portale INPS (tramite SPID o CIE) oppure chiedendo direttamente a noi del Patronato Inca.

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Quali documenti servono per presentare la domanda?

Per avviare la pratica e non rischiare rallentamenti, raccogli questi documenti e portali in una delle nostre sedi, oppure inviaceli online:

  • Un documento d’identità valido e il codice fiscale.
  • Il permesso di soggiorno in corso di validità (se sei un cittadino extra-UE).
  • Il tuo codice IBAN (deve essere intestato a te, altrimenti l’INPS non effettuerà il bonifico).
  • Il documento che attesta la fine del lavoro: la lettera di licenziamento, il contratto a termine scaduto o il verbale d’accordo.
  • Le ultime buste paga (ci aiutano a calcolare in anticipo la cifra esatta che ti spetta).
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Scarica l’elenco dei documenti

Scarica la lista completa dei documenti in PDF da tenere a portata di mano

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FAQ – Risposte rapide ai dubbi più comuni sulla NASpI

Chi ha effettivamente diritto alla disoccupazione NASpI?

La misura tutela quasi tutti i lavoratori dipendenti: dagli apprendisti ai soci lavoratori di cooperative, fino ai precari della Pubblica Amministrazione e al personale dello spettacolo. Gli unici requisiti sono aver perso il lavoro involontariamente e contare almeno 13 settimane di contributi negli ultimi 4 anni. Restano escluse le dimissioni volontarie (tranne quelle per giusta causa o maternità).

Quanto dura la NASpI e a quanto ammonta l’assegno mensile?

L’assegno copre la metà delle settimane che hai lavorato negli ultimi 4 anni, fino a un massimo di 2 anni. L’importo equivale al 75% della tua retribuzione media degli ultimi 4 anni, fino a un limite massimo di 1.584,70 € lordi al mese per il 2026. L’importo cala del 3% al mese a partire dal 6° mese (o dall’8° mese se hai superato i 55 anni).

Posso lavorare o fare lavoretti mentre ricevo la NASpI?

Sì, puoi svolgere lavoretti occasionali, contratti a chiamata o aprire una collaborazione, purché il tuo reddito annuo resti entro i limiti di legge per la disoccupazione. Ricordati però che devi comunicare subito il nuovo lavoro all’INPS entro 30 giorni usando il modello NASpI-Com. In determinati casi l’assegno NASpI verrà ridotto dell’80% rispetto a quanto guadagni dal nuovo impiego.

Cosa succede se vengo assunto a tempo indeterminato?

Se trovi un nuovo impiego stabile a tempo indeterminato e il reddito supera la soglia di esenzione, la disoccupazione decade automaticamente. Se invece firmi un contratto a tempo determinato inferiore a 6 mesi, l’INPS congela la tua NASpI temporaneamente e la fa ripartire appena il contratto giunge al termine.

È possibile ricevere tutta la disoccupazione per avviare una attività autonoma?

Sì, si chiama “anticipazione NASpI” ed è pensata proprio per chi vuole mettersi in proprio. Se decidi di avviare un’attività di lavoro autonomo, di aprire una ditta individuale o di sottoscrivere una quota di capitale di una cooperativa, puoi richiedere la liquidazione delle mensilità di disoccupazione che ti rimangono.

Attenzione però: a partire dal 2026, l’anticipazione non viene più pagata in un’unica soluzione ma in due rate:

  • La prima rata (pari al 70% dell’importo NASpI residuo) viene erogata all’accoglimento della domanda.
  • La seconda rata (pari al restante 30%) viene corrisposta al termine del periodo teorico di durata della disoccupazione (e comunque non oltre 6 mesi dalla domanda), a patto che l’INPS verifichi che tu non abbia iniziato un rapporto di lavoro dipendente o che tu non sia diventato titolare di pensione (puoi verificare le opzioni di pensionamento sulla pagina dedicata alla Pensione Anticipata).

La richiesta va inoltrata all’INPS entro 30 giorni dall’inizio della nuova attività lavorativa. L’Inca può aiutarti con l’invio della domanda.

Fai domanda con il Patronato Inca Lombardia

Se ti trovi ad affrontare la fine di un rapporto di lavoro e devi presentare la domanda di disoccupazione, non muoverti da solo. Le nostre sedi sono presenti in tutte le province lombarde e i funzionari dell’Inca possono darti una mano: con loro puoi verificare i tuoi contributi e inviare la pratica all’INPS in pochi minuti, garantendoti che tutto sia compilato nel modo giusto.

Vieni a trovarci nella sede Inca CGIL più vicina oppure risparmia tempo inviandoci i documenti online tramite la piattaforma DigitaCGIL.