APE Sociale INPS: anticipo pensionistico e requisiti

L’APE Sociale rappresenta una misura assistenziale introdotta per accompagnare i lavoratori in condizioni di fragilità verso il pensionamento di vecchiaia. Questa indennità, erogata direttamente dall’INPS, permette di ricevere un sostegno economico mensile a chi ha compiuto almeno 63 anni e 5 mesi d’età. La misura si rivolge in modo specifico a chi vive situazioni di difficoltà lavorativa o personale.

Se desideri verificare la tua posizione contributiva, i funzionari del Patronato Inca Lombardia sono a tua disposizione. Ti offriamo una consulenza personalizzata per valutare la tua situazione lavorativa, conteggiare i contributi e inoltrare la domanda all’INPS.

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Cos'è l'anticipo pensionistico e come funziona

L’APE Sociale accompagna l’assicurato verso la pensione di vecchiaia. Di fatto, l’APE Sociale è un’indennità erogata dall’INPS a soggetti in condizioni di difficoltà. La prestazione è stata prorogata fino al 31 dicembre 2026 dall’ultima Legge di bilancio. Questa misura non costituisce un trattamento pensionistico diretto ma una forma di sostegno temporaneo fino all’età della pensione.

L’importo mensile è pari all’importo della rata mensile della pensione calcolata al momento della richiesta. L’indennità è corrisposta per dodici mensilità all’anno, con un limite mensile di 1.500 euro lordi. Sulla prestazione non spetta la tredicesima, né si applica la rivalutazione annuale.

La compatibilità con i redditi da lavoro è limitata. L’APE Sociale non è cumulabile con le retribuzioni derivanti da rapporto di lavoro dipendente o da lavoro autonomo. L’unica deroga riguarda lo svolgimento di prestazioni di lavoro autonomo occasionale entro il limite di 5.000 euro lordi annui. Qualora si superi questa soglia, l’INPS sospende l’erogazione del beneficio per l’intero anno in cui è avvenuto il superamento del limite.

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Il servizio è gratuito per gli iscritti CGIL

SCADENZA

30 novembre di ogni anno

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Chi ha diritto all'anticipo pensionistico e alla pensione di vecchiaia

Per valutare l’accesso all’APE Sociale, è necessario verificare il possesso dei requisiti alla data di presentazione della domanda. Le condizioni di accesso chiedono un’età minima di 63 anni e 5 mesi. L’indennità spetta a chi si trova in una di queste quattro condizioni:

  • Disoccupati: persone che hanno perso il lavoro dipendente a seguito di licenziamento, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale con convalida presso l’Ispettorato del Lavoro. Richiede almeno 30 anni di contributi. Se l’ultimo rapporto di lavoro era a tempo determinato, sono necessari almeno 18 mesi di periodi di lavoro dipendente negli ultimi 36 prima della disoccupazione. L’accesso all’APE Sociale è consentito solo dopo aver integralmente fruito dell’ammortizzatore sociale di disoccupazione, come ad esempio la NASpI.
  • Caregiver: soggetti che assistono e risiedano da almeno sei mesi con il coniuge o un parente di primo grado in situazione di gravità ai sensi della legge 104. A determinate condizioni, la tutela si applica anche per l’assistenza a un parente o un affine entro il secondo grado. Il soggetto assistito deve essere un affine di secondo grado convivente, qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto 70 anni, siano affetti da patologie invalidanti o siano deceduto o mancanti. Richiede almeno 30 anni di contributi.
  • Invalidi civili: lavoratori con una riduzione della capacità lavorativa accertata dalle competenti commissioni per il riconoscimento dell’invalidità civile pari o superiore al 74%. Richiede almeno 30 anni di contributi.
  • Addetti a mansioni gravose: lavoratori dipendenti che hanno svolto un’attività gravosa per almeno sei anni negli ultimi sette, oppure almeno sette anni negli ultimi dieci. Richiede almeno 36 anni di contributi, ridotti a 32 anni per gli operai edili e per i conduttori di impianti di formatura di articoli in ceramica.

Per le lavoratrici madri è previsto uno sconto contributivo pari a 12 mesi per ciascun figlio, fino a un limite massimo di due anni. Di seguito viene riportata una tabella riassuntiva dei requisiti applicati:

 

Il calcolo dell’anzianità tiene conto dei contributi versati in qualsiasi cassa previdenziale, ad esclusione dei periodi contributivi versati nelle casse dei liberi professionisti. Se possiedi contributi sparsi in istituti previdenziali diversi, i funzionari dell’Inca Lombardia verificano se puoi avviare la ricongiunzione della posizione assicurativa o utilizzare altre forme di cumulo gratuito per raggiungere la soglia richiesta. I lavoratori che hanno iniziato la propria attività prima del compimento dei 19 anni possono valutare in alternativa i requisiti per la pensione per lavoratori precoci (Quota 41).

Le differenze dell’APE Sociale con la pensione anticipata

È fondamentale chiarire le differenze tra questo anticipo e la pensione anticipata ordinaria (link sito). L’APE Sociale richiede un’anzianità contributiva inferiore ma impone un limite all’importo mensile erogato e vieta il cumulo con redditi da lavoro. La pensione anticipata ordinaria si consegue invece solo con il raggiungimento dei requisiti contributivi completi (42 anni e 10 mesi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi per le donne) ma non ha tetti all’importo e permette di continuare a lavorare.

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I documenti per la domanda all’INPS

Per verificare il diritto all’APE Sociale è necessario presentare una domanda di riconoscimento dei requisiti, allegando la documentazione richiesta. L’INPS accerta la presenza di tutte le condizioni previste dalla normativa e, in caso di esito positivo, rilascia la certificazione che consente di presentare la successiva domanda di indennità APE Sociale. I documenti necessari sono i seguenti:

  • copia del documento di identità in corso di validità e codice fiscale del richiedente;
  • estratto conto contributivo INPS aggiornato, oppure Estratto conto certificativo EcoCert emesso dall’INPS;
  • coordinate IBAN del conto corrente bancario o postale intestato o cointestato al richiedente.

per lavoratori disoccupati:

  • copia del provvedimento di licenziamento o verbale di accordo per la risoluzione consensuale sottoscritto presso l’Ispettorato del Lavoro;
  • provvedimento di liquidazione della NASpI o dell’ultimo ammortizzatore sociale (disoccupazione ordinaria, ASpI, mobilità);

per i caregiver:

  • verbale della commissione medica che certifica l’handicap in situazione di gravità del familiare assistito
  • stato di famiglia o autocertificazione che provi la convivenza da almeno sei mesi;

per gli invalidi civili:

  • verbale sanitario che attesti l’invalidità civile con un grado pari o superiore al 74%;
  • per gli addetti a mansioni gravose: dichiarazione sostitutiva del datore di lavoro redatta sul modello ministeriale AP148 che specifichi i periodi di svolgimento delle mansioni e il contratto applicato. Per i collaboratori domestici il modello di riferimento è l’AP149.

La presentazione della domanda di accesso alla misura avviene per via telematica. Una documentazione incompleta o contenente errori materiali può compromettere l’esito della pratica. Per questo motivo, rivolgersi a una sede del Patronato Inca Lombardia assicura la corretta compilazione e trasmissione di tutti gli allegati necessari.

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Domande frequenti sull’invalidità civile

L’indennità dell’APE Sociale fa reddito?

Sì, l’importo percepito a titolo di APE Sociale è considerato fiscalmente come reddito da lavoro dipendente. La prestazione è soggetta alle normali ritenute IRPEF e dà diritto alle detrazioni d’imposta previste per i redditi da lavoro dipendente. Non spetta invece il trattamento integrativo della retribuzione.

Quando si presenta la domanda per l’APE Sociale?

La procedura prevede due fasi. Prima occorre presentare la domanda di riconoscimento delle condizioni di accesso entro il 31 marzo o entro il 15 luglio di ogni anno. Le domande presentate dopo questi termini, ma comunque entro il 30 novembre, vengono prese in considerazione solo in caso di residuo delle risorse finanziarie stanziate dalla Legge.

L’INPS non accetta richieste presentate oltre il 30 novembre dell’anno in corso. Al ricorrere di tutti i requisiti previsti, compresa la cessazione dell’attività lavorativa o autonoma, è possibile presentare sia la domanda di certificazione dei requisiti sia la domanda di indennità APE Sociale. Invece, se all’atto della domanda di certificazione si sta ancora lavorando, è necessario attendere l’esito della certificazione positiva da parte dell’INPS prima di inviare la domanda di accesso alla prestazione.

Qual è la decorrenza dell’assegno?

L’APE Sociale decorre, di norma, dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda di accesso, purché il rapporto di lavoro sia già cessato.

Poiché la misura è finanziata con risorse stanziate annualmente, la decorrenza della prestazione può essere posticipata se i fondi disponibili non sono sufficienti a coprire tutte le domande accolte. In questi casi, la Legge prevede un monitoraggio da parte dell’INPS.

Per le domande di riconoscimento dei requisiti presentate dopo il 31 marzo, l’INPS assegna la priorità in base all’ordine cronologico di presentazione, fino a esaurimento delle risorse disponibili.

Quali sono i tetti all’assegno e il cumulo con il lavoro?

L’importo corrisposto è pari all’importo della rata mensile della pensione calcolata al momento dell’accesso, entro il limite mensile di 1.500 euro lordi. Di fatto, l’APE Sociale è un’indennità erogata fino al raggiungimento dell’età prevista per la pensione di vecchiaia. La prestazione non è reversibile e può essere cumulata solo con il lavoro autonomo occasionale entro i 5.000 euro lordi annui. I beneficiari dell’APE Sociale, quindi, non possono svolgere lavoro dipendente o lavoro autonomo continuativo durante la percezione dell’assegno.

Cosa succede se si lavora durante la percezione dell’APE Sociale?

Se si intraprende un’attività lavorativa dipendente o un’attività autonoma, l’erogazione dell’indennità viene immediatamente sospesa. L’unica eccezione riguarda lo svolgimento di prestazioni di lavoro autonomo occasionale nel limite di 5.000 euro lordi annui. Il superamento di questo tetto comporta la perdita del beneficio per l’intero anno solare e il recupero delle rate indebitamente riscosse.

L’APE Sociale è reversibile ai superstiti?

No. L’APE Sociale non è un vero trattamento pensionistico ma un’indennità di accompagnamento a carattere assistenziale e temporaneo. Pertanto, in caso di decesso del beneficiario prima del raggiungimento dei 67 anni di età, l’erogazione cessa e l’indennità non si trasmette in alcun modo sotto forma di pensione di reversibilità ai superstiti che invece potranno chiedere la pensione indiretta.

Fai domanda con il Patronato Inca Lombardia

La verifica del diritto all’anticipo pensionistico richiede un’analisi attenta dei periodi lavorativi e della documentazione pertinente. I funzionari del Patronato Inca Lombardia ti offrono assistenza qualificata in ogni fase della procedura, dal controllo dei contributi fino all’invio telematico della domanda all’INPS.

Puoi prenotare comodamente la tua consulenza registrandoti sulla piattaforma online DigitaCGIL o contattando direttamente la sede territoriale di riferimento più vicina.

La pratica è gratuita per gli assistiti iscritti alla CGIL, mentre è previsto un contributo pari a 20 € per gli assistiti non iscritti alla CGIL.