Pensione di vecchiaia: cos’è, requisiti, calcolo e come richiederla
Raggiungere l’età pensionabile rappresenta un traguardo fondamentale nella vita di ogni lavoratore. La pensione di vecchiaia è la prestazione economica principale garantita dallo Stato a tutela di chi conclude la propria carriera professionale o raggiunge i limiti previsti dalla Legge. Questa misura di previdenza viene erogata dall’INPS ai lavoratori dipendenti e autonomi al soddisfacimento di precisi requisiti personali e assicurativi.
I funzionari del Patronato Inca CGIL Lombardia sono a tua disposizione per verificare il tuo estratto conto contributivo, calcolare la decorrenza della pensione e trasmettere la richiesta in modo corretto e tempestivo. Ti ricordiamo che l’assistenza per la trasmissione telematica all’INPS della domanda di pensione di vecchiaia è gratuita.

Cos'è la pensione di vecchiaia e come funziona l'erogazione INPS
La pensione di vecchiaia è una prestazione pensionistica ordinaria riconosciuta ai lavoratori che raggiungono i requisiti di età e contribuzione previsti dalla Legge.
Spetta agli iscritti all’Assicurazione generale obbligatoria (AGO), alle Gestioni speciali dei lavoratori autonomi (lavoratori dipendenti del settore privato, artigiani e commercianti), alla Gestione separata (collaboratori e professionisti non iscritti ad albi professionali), ai fondi esclusivi (dipendenti dello Stato e degli enti locali) e ai fondi sostitutivi dell’Assicurazione generale obbligatoria, come quelli dei lavoratori dello spettacolo e di alcuni specifici settori, tra cui quello elettrico e quello telefonico.
A differenza della pensione anticipata, l’accesso alla pensione di vecchiaia richiede sia un requisito anagrafico minimo sia un’anzianità contributiva minima.
L’importo della prestazione viene determinato in base alla contribuzione accumulata durante la vita lavorativa e al sistema di calcolo della pensione applicabile (retributivo, misto o contributivo puro). Una volta liquidata, la prestazione è erogata per 13 mensilità ed è soggetta alla tassazione ordinaria IRPEF.
Se la tua anzianità assicurativa è incompleta o non raggiungi i 20 anni di contributi minimi, i nostri uffici possono valutare strumenti alternativi come il riscatto agevolato della laurea o la ricongiunzione della posizione assicurativa. Coloro che arrivano all’età di 67 anni senza versamenti sufficienti possono invece verificare le condizioni per accedere all’Assegno sociale.
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Il servizio è gratuito
SCADENZA
60 giorni prima della cessazione del rapporto di lavoro o della maturazione del requisito

Chi ha diritto alla pensione di vecchiaia: requisiti e deroghe
Il diritto alla pensione si perfeziona al raggiungimento delle condizioni stabilite dalla normativa vigente, differenziate in base alla data di primo versamento dei contributi.
I requisiti anagrafici e contributivi nel sistema retributivo (calcolo “misto”)
Per i lavoratori che hanno contributi versati entro il 31 dicembre 1995 (sistema retributivo con calcolo misto), i requisiti generali previsti sono:
- Età anagrafica: Aver compiuto almeno 67 anni di età.
- Anzianità contributiva: Possedere almeno 20 anni di contributi maturati (pari a 1.040 settimane di contribuzione).
Esistono storiche deroghe (come la c.d. deroga Amato) che consentono l’accesso con 15 anni di contribuzione a particolari categorie di lavoratori dipendenti e iscritti con lunga anzianità assicurativa.
Le regole della pensione di vecchiaia nel sistema contributivo
Per chi ha iniziato a lavorare dal 1° gennaio 1996 e ricade interamente nel sistema contributivo, l’accesso alla pensione di vecchiaia a 67 anni con 20 anni di contributi richiede un ulteriore parametro: l’importo del trattamento pensionistico non deve risultare inferiore all’importo dell’assegno sociale INPS per l’anno di riferimento.
Se non si soddisfa tale importo soglia, il diritto alla pensione si consegue al compimento dei 71 anni di età con un requisito contributivo ridotto ad almeno 5 anni di contributi effettivi (a prescindere dall’ammontare della prestazione).
Le agevolazioni per le lavoratrici madri e i lavori gravosi
La Legge riconosce specifiche tutele che permettono di anticipare il pensionamento di vecchiaia:
- Lavoratrici madri nel sistema contributivo: Viene applicato uno sconto sull’età anagrafica pari a 4 mesi per ogni figlio, fino a un massimo di 16 mesi (consentendo di accedere alla pensione anche a 65 a 8 mesi).
- Lavoratori svolgenti attività gravose o usuranti: Per alcune categorie di lavoratori è prevista la possibilità di accedere alla pensione di vecchiaia con un requisito anagrafico ridotto. In particolare, possono andare in pensione a 66 anni e 7 mesi i lavoratori che hanno maturato almeno 30 anni di contributi e che hanno svolto:
- attività gravose per almeno 7 anni negli ultimi 10 che precedono il pensionamento;
- attività usuranti per almeno 7 anni negli ultimi 10 oppure per almeno la metà dell’intera vita lavorativa, secondo le condizioni previste dalla normativa.
- Lavoratori con invalidità ridotta: Per i dipendenti del settore privato con invalidità pari o superiore all’80%, l’età per andare in pensione si riduce a 56 anni per le donne e a 61 anni per gli uomini. Il requisito sanitario viene valutato dall’ufficio medico legale dell’INPS all’atto della domanda di pensione.
- Lavoratori precoci: Chi ha iniziato a lavorare in giovane età può verificare i requisiti per la pensione per lavoratori precoci (Quota 41) o valutare le condizioni per la pensione anticipata.
Di seguito sono riassunti i requisiti principali di riferimento per l’anno in corso:

I documenti per richiedere l'Assegno sociale come beneficiario
Per consentire ai funzionari dell’Inca CGIL di avviare l’istruttoria e presentare la domanda di pensione di vecchiaia all’INPS, è necessaria la seguente documentazione:
- Documento d’identità in corso di validità e codice fiscale del richiedente;
- Codice fiscale del coniuge e dei familiari a carico;
- Estratto conto certificativo EcoCert emesso dall’INPS;
- Per i lavoratori dipendenti che non hanno ancora cessato l’attività lavorativa dipendente e che intendono presentare le dimissioni: una busta paga recente e l’indirizzo PEC del datore di lavoro;
- Coordinate bancarie o postali (codice IBAN) intitolate al richiedente per l’accredito dell’assegno pensionistico.

Scarica l'elenco dei documenti

Domande Frequenti / FAQ
I dipendenti devono cessare il rapporto di lavoro per la pensione?
Sì, per accedere alla pensione di vecchiaia i lavoratori dipendenti devono obbligatoriamente risolvere il rapporto di lavoro subordinato in essere alla data di decorrenza della pensione. Tale vincolo non è invece richiesto per lo svolgimento di attività di lavoro autonomo o parasubordinato.
La pensione di vecchiaia è compatibile con altri redditi da lavoro?
Una volta che la pensione viene accolta e liquidata dall’INPS, l’importo è interamente cumulabile con i redditi derivanti da un nuovo lavoro dipendente o autonomo, senza riduzioni dell’assegno pensionistico.
Come influisce l’adeguamento alla speranza di vita sulle pensioni?
I requisiti anagrafici per il pensionamento di vecchiaia sono collegati per legge all’evoluzione della speranza di vita calcolata dall’Istat. Fino al 2026, il requisito anagrafico è pari a 67 anni di età, e verrà incrementato di un mese nell’anno 2027 e di tre mesi nell’anno 2028.
Si può ottenere la pensione di vecchiaia con soli 5 anni di contributi?
Sì, ma questa possibilità è riservata esclusivamente a chi è assicurato interamente nel sistema contributivo (contributi versati solo a partire dal 1° gennaio 1996) e al compimento del 71° anno di età. Anche questo requisito anagrafico sarà adeguato agli incrementi già previsti negli anni 2027 e 2028.
Ho versato contributi in più gestioni previdenziali. Posso sommarli per arrivare ai 20 anni di contributi?
Prima di tutto è importante sapere che, se hai versato contributi in più gestioni previdenziali, non devi rinunciare ai periodi assicurativi maturati. In molti casi è possibile utilizzarli insieme per raggiungere il requisito contributivo minimo, ad esempio i 20 anni necessari per la pensione di vecchiaia.
L’istituto più comune è il Cumulo gratuito dei contributi, che permette di sommare i periodi versati nelle diverse gestioni previdenziali senza trasferire i contributi e senza sostenere costi.
Esiste anche la Totalizzazione, che consente di riunire i contributi accreditati in diverse gestioni. A differenza del Cumulo, però, la pensione viene liquidata con il sistema di calcolo contributivo.
Un’ulteriore possibilità è il Computo nella Gestione Separata, riservato a chi ha almeno un mese di contribuzione nella Gestione Separata dell’INPS. In questo caso i contributi vengono ricondotti a tale gestione e sia il diritto alla pensione sia il calcolo della prestazione seguono le regole del sistema contributivo.
La soluzione più conveniente dipende dalla tua storia assicurativa e può incidere sia sui requisiti di accesso sia sull’importo della pensione. Per questo è consigliabile richiedere una valutazione personalizzata prima di scegliere quale istituto utilizzare.
Fai domanda con il Patronato Inca Lombardia
La verifica della posizione assicurativa e la scelta del momento migliore in cui andare in pensione richiedono un’analisi accurata dei periodi lavorati. I funzionari del Patronato Inca CGIL Lombardia eseguono il calcolo della pensione, controllano i contributi versati e trasmettono la pratica telematica all’INPS.
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