Riscatto agevolato della laurea: come funziona, costi e benefici
Chi ha investito anni negli studi universitari spesso inizia a lavorare più tardi, rischiando di ritardare il pensionamento o di avere a fine carriera un importo dell’assegno pensionistico più basso. Per colmare questo divario previdenziale, lo Stato consente di riscattare il periodo degli studi a condizioni economiche agevolate rispetto al riscatto ordinario.
Il Patronato Inca CGIL Lombardia ti supporta nella verifica della tua posizione contributiva, nel calcolo dei costi e nella presentazione della domanda. L’invio telematico della pratica di riscatto è gratuita.

Cos'è il riscatto della laurea agevolato
Il riscatto della laurea permette di accreditare ai fini pensionistici gli anni del corso di studi, trasformandoli in contributi effettivi per anticipare la pensione o aumentarne l’importo.
La formula agevolata prevede un costo fisso e forfettario indipendente dal reddito attuale del richiedente, a differenza del riscatto ordinario che viene calcolato sulla scorta delle retribuzioni, dei contributi versati e sull’età anagrafica all’atto della domanda. Questo rende l’operazione accessibile anche a giovani lavoratori o a persone ancora inoccupate. L’onere di riscatto annuo si calcola applicando l’aliquota contributiva (33%) al minimale di reddito previsto per artigiani e commercianti.
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Il servizio è gratuito

Chi ha diritto al riscatto agevolato
L’accesso a questa misura previdenziale richiede specifici requisiti legati al percorso di studio e alla gestione dei contributi.
I requisiti e i corsi riscattabili
Possono presentare la richiesta tutti i cittadini che hanno conseguito un titolo universitario, tra cui:
- Diplomi universitari (corsi da due a tre anni);
- Lauree triennali, specialistiche e magistrali;
- Diplomi di specializzazione post-laurea;
- Dottorati di ricerca.
Si può riscattare solo la durata legale del corso di studi (es. tre anni per la triennale o cinque per la magistrale a ciclo unico). Gli anni fuori corso non sono riscattabili. Inoltre, i periodi da riscattare devono essere interamente privi di qualsiasi contribuzione, sia obbligatoria sia figurativa. Ciò significa che non è possibile riscattare un periodo di studi se nello stesso arco temporale risultano già accreditati contributi previdenziali, ad esempio perché si svolgeva un’attività lavorativa con versamento dei contributi oppure perché si percepiva la NASpI, che comporta l’accredito di contribuzione figurativa.
L’importanza del sistema contributivo
Il riscatto agevolato spetta a chi rientra nel sistema contributivo di calcolo della pensione., ossia chi ha iniziato a lavorare e a versare contributi dal 1° gennaio 1996 in poi, ma anche a chi ha contributi precedenti al 1996, a condizione di optare per il calcolo interamente contributivo della propria pensione. Questa scelta richiede una valutazione preventiva con i nostri esperti per verificarne la reale convenienza.

I documenti necessari per la domanda
Per consentire all’INPS di verificare il percorso di studi e calcolare l’onere, occorre preparare la seguente documentazione:
- Documento d’identità in corso di validità e codice fiscale del richiedente;
- Certificato di laurea (o autocertificazione) con gli anni di iscrizione e la durata legale del corso;
- Coordinate bancarie (IBAN) se si sceglie l’addebito diretto delle rate.

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Domande Frequenti / FAQ
Qual è il costo per il riscatto della laurea agevolato e come si paga?
Per il 2026, il costo forfettario è di circa 6.207 euro per ogni anno di studio da riscattare. L’importo può essere versato in un’unica soluzione o rateizzato fino a un massimo di 120 rate mensili (10 anni) senza interessi.
Chi si fa carico del costo se il laureato non lavora ancora?
Se la domanda è presentata per un soggetto inoccupato (senza contributi versati), l’onere può essere pagato da un familiare. In questo caso, chi effettua il versamento beneficia di una detrazione fiscale del 19% sulle somme pagate.
Come funziona la deducibilità fiscale del riscatto?
Per i lavoratori attivi, i contributi versati all’INPS per il riscatto sono interamente deducibili dal reddito complessivo ai fini IRPEF. La spesa abbatte direttamente l’imponibile fiscale dell’anno in corso, garantendo un risparmio proporzionale all’aliquota IRPEF applicata al proprio scaglione di reddito.
Il riscatto agevolato permette di andare in pensione prima?
Sì, ma non sempre. I periodi riscattati sono utili sia per maturare il diritto alla pensione, incrementando l’anzianità contributiva, sia per aumentare l’importo della futura pensione. Tuttavia, date le particolarità del sistema previdenziale italiano, il riscatto degli anni universitari non sempre è sinonimo di accesso anticipato alla pensione. La convenienza dell’operazione deve essere valutata caso per caso, tenendo conto della storia contributiva, del sistema previdenziale di assicurazione (retributivo o contributivo), del calcolo della pensione e degli obiettivi previdenziali del lavoratore. Per questo motivo è opportuno richiedere una valutazione personalizzata ai funzionari del Patronato Inca CGIL Lombardia.
Quando conviene scegliere la formula agevolata rispetto a quella ordinaria?
Poiché il costo del riscatto agevolato, nella maggior parte dei casi, è inferiore rispetto a quello calcolato con il metodo ordinario, questa opzione risulta generalmente più conveniente dal punto di vista economico. È una soluzione particolarmente indicata per chi ha una carriera lavorativa discontinua, redditi contenuti o ha iniziato a lavorare da poco, poiché consente di riscattare gli anni di studio con un onere più contenuto.
Fai domanda con il Patronato Inca Lombardia
La valutazione della convenienza previdenziale richiede un’analisi personalizzata. I funzionari del Patronato Inca CGIL Lombardia effettuano simulazioni di costo e ti assistono nell’invio telematico della domanda.
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